Descrizione di Melito di Napoli
Melito di Napoli è un comune della Città Metropolitana di Napoli con 36.334 abitanti su 3,57 km² e una densità superiore a 10.000 ab/km², tra le più alte dell’area metropolitana. La sua espansione urbana, accelerata nel secondo dopoguerra e dopo il terremoto del 1980, è avvenuta in parte in conformità al PRG del 1987 e in parte in modo abusivo, generando un tessuto edilizio frammentato e fortemente impermeabilizzato.
Il territorio presenta carenza di spazi verdi e attrezzature collettive, con solo 5,40 m² di verde pubblico fruibile per abitante nel bacino analizzato. Il consumo di suolo raggiunge valori dell’81%, molto superiori alla media nazionale.
L’economia è prevalentemente terziaria, con livelli di occupazione inferiori alla media nazionale e redditi medi dichiarati stabilmente più bassi rispetto a Campania e Italia. La popolazione è relativamente giovane ma segnata da fragilità occupazionale, alta inattività e presenza significativa di famiglie monoreddito.
Applicazione del metodo
Il protocollo A.G.A.P.E. si articola in fasi metodologiche che prevedono l’individuazione dei core pubblici (scuole e attrezzature), la perimetrazione del bacino secondo criteri urbanistici e idrografici, la costruzione di un database multidisciplinare e il calcolo di indicatori energetici, ambientali e sociali.
Sono stati sviluppati strumenti operativi in ambiente GIS:
L’area pilota (0,69 km², 3.408 abitanti) è stata analizzata in termini di energia, microclima, vegetazione, acqua e accessibilità. Sono stati simulati scenari di riqualificazione urbana e progettate due aree confiscate come nuovi parchi multifunzionali, integrando impianti fotovoltaici, infrastrutture verdi e mobilità lenta. L’analisi evidenzia condizioni critiche: PET compreso tra 32°C e 53°C, bassa permeabilità (0,20), accessibilità fisica pari a 0,75 e dotazione limitata di alberature (8 alberi ogni 100 abitanti).
Risultati
Gli scenari di progetto mostrano miglioramenti significativi:
L’analisi economica dimostra che le sole CER non garantiscono ritorno entro 20 anni, mentre l’approccio integrato CUS produce un Valore Attuale Netto positivo di circa 4,29 milioni di euro su base ventennale.
Conclusioni
Il caso pilota dimostra che l’integrazione tra energia, ambiente e dimensione sociale è condizione necessaria per una transizione realmente sostenibile. Le scuole emergono come hub strategici per le CER, mentre le aree confiscate possono diventare core multifunzionali della Comunità Urbana Sostenibile (CUS). Il protocollo A.G.A.P.E. consente una pianificazione replicabile e adattabile, supportando le amministrazioni nella valutazione strategica degli investimenti e nell’allocazione delle risorse. L’approccio evidenzia che la sostenibilità energetica, se accompagnata da riqualificazione ambientale, mobilità lenta e spazi comunitari, genera benefici economici, ambientali e sociali misurabili. La CUS si configura così come infrastruttura socio-ecologica capace di rafforzare resilienza, equità e coesione territoriale.