Progetto Pilota Tor Sapienza

Descrizione del progetto pilota

Il complesso di edilizia residenziale pubblica ex IACP “Giorgio Morandi”, progettato da Alberto Gatti tra il 1972 e il 1974 e realizzato tra il 1975 e il 1979, si colloca nel quadrante est di Roma, tra via Collatina e via Prenestina, all’interno del piano di zona n.19 di Tor Sapienza. L’intervento si inserisce in un contesto urbano pianificato secondo i principi dei PEEP del dopoguerra, orientati alla realizzazione di quartieri autosufficienti e ad alta densità, integrando residenza, servizi e spazi aperti.

Il complesso è composto da sei edifici multipiano a prevalente destinazione residenziale, disposti attorno a una grande corte centrale, per un totale di 506 alloggi e circa 2.776 abitanti. Gli edifici presentano piani terra prevalentemente aperti, abitazioni distribuite dal primo al settimo piano, coperture in parte praticabili e spazi accessori interrati. Il sistema costruttivo a tunnel, tipico dell’industrializzazione edilizia dell’epoca, si combina con una ricerca progettuale attenta al rapporto tra forma e funzione, evidente nella configurazione dei prospetti e nella varietà tipologica degli alloggi.

Elemento centrale del complesso è la spina progettata da Roberto Wallach, concepita come fulcro aggregativo con funzioni sociali e commerciali, mai pienamente realizzate, determinando nel tempo criticità d’uso e gestione. Nonostante tali limiti, il complesso si distingue per l’elevata qualità architettonica e sperimentale, riconosciuta anche a livello nazionale, configurandosi come un esempio significativo dell’edilizia pubblica degli anni Settanta.

L’intervento si colloca in un contesto urbano caratterizzato da criticità ambientali, carenze nei servizi e scarsa integrazione tra edificio e quartiere, ma anche da rilevanti potenzialità in termini di spazi aperti, connessioni e presenza di comunità insediate.

Il progetto pilota, rappresentativo di una vasta porzione del patrimonio residenziale, si configura come un modello replicabile e scalabile di retrofit energetico in grado di attivare processi di rigenerazione sostenibile nel patrimonio residenziale esistente in un contesto consolidato, coniugando aspetti ambientali, tecnologici e sociali in un approccio integrato.

Unità di Ricerca Coinvolte: Roma-Sapienza, DiARC – Dipartimento di Architettura Università degli Studi di Napoli Federico II

Componenti del gruppo di ricerca: Prof. Arch. Fabrizio Tucci; Pof. Arch. Serena Baiani, Prof. Arch. Paola Altamura, Dott.ssa Arch. Valeria Cecafosso, Dott.ssa Arch. Maria Michaela Pani, Arch. Gaia Garofali, Dott. Arch. Marco Giampaoletti, Arch. Kristina Mitrik, Dott.ssa Arch. Giada Romano, Dott. Arch. Fabrizio Amadei, Arch. Lorenzo Mariani, Arch. Gabriele Rossini, Arch. Chiara Mastellari, Arch. Lavinia Montagner, Arch. Gaia Turchetti, Arch. Federica Nava. –  Roma Sapienza

Prof. arch. Mario Losasso, prof. arch. Valeria D’Ambrosio, dott.ssa arch. Enza Tersigni, prof. ssa Erminia Attaianese, prof.ssa Mariangela Bellomo, dott. Ing. Giovanni Stanco, arch. Mariangela Perillo, ing. Gennaro Esposito Mocerino, dott.ssa arch. Giuseppina Santomartino, arch. Sabrina Puzone, prof. arch. Alessandro Claudi de Saint Mihiel, arch. Emilia Borgia, arch. Federica Marandino, arch. Ylenia Di Dario, dott.ssa arch. Federica Dell’Acqua, dott.ssa arch. Maria Fabrizia Clemente, dott.ssa arch. Sara Verde – DiARC UNINA

 

Scala territoriale

A scala territoriale è stata condotta un’analisi integrata del contesto urbano e ambientale del quadrante di Tor Sapienza, finalizzata a individuare criticità e potenzialità del sistema quartiere-edificio. Sono stati analizzati i sistemi della mobilità, dei servizi e del verde, evidenziando carenze nella mobilità dolce, frammentazione degli spazi aperti e debole integrazione funzionale del complesso con il contesto.

Parallelamente, sono state condotte analisi climatiche e microclimatiche site-specific, attraverso l’elaborazione di dati meteorologici locali e simulazioni ambientali. L’utilizzo di strumenti di modellazione ha consentito di valutare condizioni di irraggiamento, ventilazione, comfort termo-igrometrico e qualità dell’aria, individuando le aree più critiche e quelle con maggiore potenziale di miglioramento.

Gli esiti di queste analisi hanno orientato la definizione di scenari di progetto a scala urbana, volti a rafforzare le connessioni ecologiche, promuovere la mobilità sostenibile e attivare nuove relazioni tra spazi aperti, servizi e sistema edilizio.

Scala dell’edificio

A livello di edificio le analisi e la definizione di strategie progettuali si integrano in fasi progressive di upgrade. In una prima fase è stata condotta un’analisi distributiva e funzionale dell’edificio, con particolare attenzione al sistema degli spazi intermedi, ai collegamenti verticali e alla configurazione degli alloggi.

Successivamente, sono state definite strategie di intervento orientate all’incremento della flessibilità e adattabilità degli spazi, attraverso la riorganizzazione dei layout abitativi e l’introduzione di soluzioni modulari e reversibili e di dispositivi bioclimatici spaziali. Parallelamente, sono state individuate e contestualizzate strategie passive e combinate, sulla base delle condizioni climatiche locali.

Il processo si completa con la selezione di soluzioni tecnologiche e materiche coerenti con un approccio low-carbon e circolare, attraverso l’analisi comparativa di best practice e l’applicazione sperimentale al caso studio.

 

Finalità della sperimentazione

La finalità della sperimentazione è definire un insieme integrato di strategie e soluzioni per il retrofit dell’involucro edilizio, in ottica low-cost, low-tech e low-carbon, per contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e alla riduzione delle emissioni di gas serra attraverso azioni di intervento progressive, evitando il burden shifting.

La sperimentazione si articola attorno a tre ambiti tra loro interrelati:

  • l’ottimizzazione delle caratteristiche funzionali e spaziali alla scala dell’edificio e del sistema edificio-spazi intermedi;
  • l’integrazione di soluzioni passive e combinate nell’involucro edilizio;
  • l’impiego di soluzioni e materiali da costruzione di riuso, riciclati, bio-based e a basso contenuto di carbonio.

 

Soluzioni passive e combinare per il retrofit edilizio

L’ottimizzazione delle caratteristiche funzionali e spaziali dell’edificio e del sistema degli spazi intermedi si basa su un approccio integrato volto a migliorarne qualità, adattabilità e relazione con il contesto. Si promuove una maggiore mixité funzionale nei piani terra, nelle coperture e negli spazi comuni, rafforzando l’integrazione con il quartiere. L’introduzione di spazi adattivi e multifunzionali contribuisce al comfort ambientale, mentre la flessibilità distributiva garantisce nel tempo l’adattabilità degli alloggi alle esigenze degli utenti. Gli spazi collettivi, interni ed esterni, sono valorizzati come infrastrutture sociali dinamiche.

Parallelamente, l’involucro edilizio integra soluzioni passive e attive per migliorare le prestazioni energetiche, combinando strategie bioclimatiche, sistemi fotovoltaici e la riqualificazione delle coperture. La gestione della risorsa idrica segue principi di circolarità, estendendosi anche alle aree verdi e permeabili circostanti.

Infine, il progetto si orienta verso l’impiego di soluzioni e materiali a basso impatto ambientale, secondo una logica low-carbon e circolare, con l’obiettivo di ridurre l’impronta ecologica sia in termini di carbonio incorporato sia operativo, attraverso un approccio progettuale basato sul ciclo di vita. Si privilegia il riuso di componenti edilizi sia on-site che off-site, insieme all’impiego di materiali riciclati. Le strategie di retrofit sono applicabili dall’esterno e reversibili, particolare attenzione è riservata all’uso di materiali bio-based a rapida crescita, reperibili a scala regionale e derivanti anche da scarti vegetali o da processi di riciclo, soprattutto per la coibentazione dell’involucro attraverso sistemi a secco reversibili.

 

Approcci di progressive upgrade per smart home

Il concept di riqualificazione tecnologica e ambientale del complesso residenziale di Tor Sapienza a Roma prevede l’adozione di soluzioni standard per ridurre il fabbisogno energetico e le emissioni climalteranti. A questo scopo viene adottato un approccio di progressive upgrade che consente di modulare gli interventi nel tempo, riducendo l’impatto economico e limitando le interferenze con la vita quotidiana degli abitanti. Le strategie di riduzione dei consumi sono integrate con azioni di deep retrofit mirate al miglioramento del benessere, alla tutela della salute e alla promozione di stili di vita sostenibili. Un ruolo centrale è svolto dagli smart environment, che prevedono l’uso di dispositivi digitali per gli spazi indoor e outdoor, e dalla riqualificazione degli alloggi secondo il modello Smart Home, favorendo inclusione e cooperazione sociale tra gli abitanti.

 

Strategie per il controllo ambientale degli spazi outdoor

Gli interventi proposti si basano su un’organizzazione flessibile e adattiva degli spazi interni, realizzata attraverso elementi industriali standard e moduli prefabbricati off-site, assemblabili e facilmente manutenibili nel tempo. Parallelamente, per gli spazi outdoor si punta alla riduzione del carico termico e all’aumento dell’albedo superficiale tramite la piantumazione di specie arboree selezionate, come quelle caducifoglie, capaci di offrire ombreggiamento estivo e favorire il soleggiamento invernale. Il trattamento del suolo con superfici drenanti, materiali e cromie adeguate contribuisce alla mitigazione dell’isola di calore urbana e alla riduzione delle temperature superficiali. L’incremento delle superfici verdi, la scelta dei materiali e la riprogettazione delle pendenze favoriscono inoltre l’assorbimento dell’acqua piovana, migliorando la resilienza del sistema urbano rispetto a fenomeni di pluvial flooding.

 

Integrazione architettonica di sistemi fotovoltaici

Per incrementare la quota di energia da fonti rinnovabili, nel complesso residenziale IACP di Tor Sapienza a Roma è stata sperimentata l’integrazione di differenti soluzioni di BIPV (Building Integrated Photovoltaics), con un duplice obiettivo:

  • il recupero e la valorizzazione della qualità architettonica delle facciate originariamente progettate da Alberto Gatti e Diambra De Sanctis;
  • l’incremento delle prestazioni energetiche dell’involucro edilizio mediante l’adozione di sistemi attivi in grado di produrre energia da fonte rinnovabile.

L’integrazione di soluzioni BIPV prevede la sostituzione e l’integrazione di elementi tecnici relativi alla copertura, alle facciate e ai dispositivi esterni integrati, contribuendo a una riqualificazione complessiva dell’edificio. Il confronto tra lo scenario pre-retrofit e post-retrofit evidenzia un cambiamento sostanziale nel bilancio energetico elettrico dell’edificio. A fronte di consumi elettrici annui nello stato di fatto pari a circa 232.000 kWh/a, l’integrazione dei sistemi BIPV nello scenario post-intervento consente una produzione complessiva stimata di oltre 235.000 kWh/a, risultando sostanzialmente equivalente ai fabbisogni elettrici pre-retrofit.